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Per Implantologia Dentale si intende quell'insieme di tecniche chirurgiche  che mediante l'utilizzo di impianti dentali sono in grado di  migliorare o di  restituire la funzione masticatoria  a pazienti affetto da edentulismo parziale o totale.

11a riabilitazione protesica : protesi fissa di 3 elementi su 2 impianti

11b riabilitazione protesica : protesi fissa di una intera arcata su più impianti

Gli impianti vengono inseriti chirurgicamente nell'osso mandibolare o mascellare del paziente; su di essi avverrà la connessione di protesi - fisse o mobili - per la riabilitazione funzionale, cioè per il ripristino della funzione masticatoria. Tali impianti possono essere di diverse forme, inseriti in diverse sedi con tecniche differenti e poi connessi alle protesi con diverse tempistiche. Attualmente gli impianti sono quasi tutti realizzati in titanio, materiale biocompatibile che sembra non determinare reazioni  di  “rigetto “da parte dell'organismo.

L'implantologia dentale, in base al protocollo chirurgico utilizzato, si suddivide  in Endossea e Iuxtaossea.

L’implantologia Iuxtaossea (o Implantologia Trans-mucosa) utilizza impianti a griglia; la griglia  è applicata sull’osso, non sommersa  in esso.

L'implantologia Endossea utilizza  impianti a vite, che vengono letteralmente avvitati nell’osso.

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L'implantologia Endossea è al momento la più diffusa. Il corpo impiantare( cioè la vite) può avere forma cilindrica o conica, con filettatura diversa da impianto ad impianto;  la parte emergente dell’impianto ( cioè il perno- moncone) presenta  sistemi di connessioni interne per il moncone di forma variabile.

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In commercio ci sono anche impianti in cui il corpo implantare ed il perno- moncone sono un unico pezzo (e quindi senza alcuna connessione fra di loro).

 

IMPIANTI ENDOOSSEI A VITE

In base alla tempistica di utilizzo dell’impianto (cioè in base al tempo di attesa per il loro utilizzo funzionale) possiamo parlare di Implantologia  a carico differito, a carico immediato, a carico anticipato.

L’Implantologia a carico differito, prevede per l’ utilizzo funzionale di ciascun impianto, cioè per poter sottoporre l’impianto al carico protesico, tempi di attesa  di 3-4 mesi per gli impianti inseriti in mandibola e di 5-6 per quelli inseriti in mascella; questi tempi di attesa sono considerati necessari per l’Osteointegrazione dell’impianto stesso. Questa tecnica è tesa a rendere più controllabile il successo dell'intervento implantare.

L’Implantologia a carico immediato, viceversa, non prevede tempi di attesa per il ripristino della funzione masticatoria a mezzo di protesi, fisse o mobili.

L’Implantologia a carico anticipato, la possiamo considerare una via di mezzo fra le due ora esaminate ed è utilizzabile in alcune situazioni.

TECNICA

L'implantologo odontoiatra, mediante una serie di frese ossee calibrate, crea una sede nell'osso del paziente ove inserire  l’impianto dentale endo-osseo.

Perché l'impianto si osteointegri è necessaria una buona stabilità primaria, mobilità nulla o dell'ordine di pochi micron.  In casi di stabilità non eccelsa – che spesso dipendono dalla qualità dell’osso presente - l'impianto può non reggere al carico funzionale e si corre il rischio di doverlo rimuovere; in questi casi è utile attendere più tempo per la riabilitazione funzionale, cioè per il ripristino della funzione masticatoria a mezzo protesi.

Secondo alcuni implantologi (Linkow) può essere accettabile per il successivo carico con una corona anche la fibro-integrazione. Nonostante l'intervento impiantare sia da considerarsi tecnicamente  fallito, tuttavia  in alcuni casi si possono realizzare permanenze di impianti fibrointegrati per anni e con piena soddisfazione del paziente.

Gli impianti hanno durata di numerosi anni; variazioni individuali sono legate a numerosissime variabili, quali l’età, lo stato di salute generale, l’assunzione di farmaci, l’igiene orale, l’assenza di controlli periodici dal dentista,.

I rischi più grossi che corrono gli impianti sono essenzialmente dati:
-   nell'immediato post intervento, dalla peri-implantite, ossia un'infiammazione ed infezione delle strutture attorno all'impianto, con conseguente non avvenuta osteointegrazione;
-   da uno scorretto carico degli impianti stessi, con corone o protesi non corrette, che possono creare un riassorbimento osseo nel tempo, con perdita dell'osso sino alle spire più profonde dell'impianto, con possibilità di perdita dell’impianto stesso.

Per scongiurare questi possibili insuccessi implantari è necessario eseguire una buona protesi, fissa o mobile, ben bilanciata dal punto di vista dell'occlusione (corretto equilibrio occlusale); avere una buona igiene orale quotidiana; effettuare visite di controllo periodiche.
Va anche detto che il fumo, il diabete non compensato ed alcuni farmaci ( anti- neoplastici, immunosoppressori,   antidepressivi appartenenti alla famiglia degli SSRI, ecc.)  possono compromettere sia l'osteointegrazione sia la durata degli impianti.
Gli impianti possono sostituire un dente singolo (corona su impianto), un gruppo di denti ravvicinati (ponte su impianti), un'intera arcata dentaria, oppure possono servire a stabilizzare una protesi totale superiore o inferiore (overdenture).

11f Protesi fissa di tre elementi su impianti

11g Protesi “Toronto” avvitata su 4 impianti

 

11h Controllo tramite OPT

11i Protesi Fissa in ceramica su impianti fissata con micro viti

Orari Studio

Dr. Paolo Natale William SANTORO

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Pomeriggio: dal lunedì al venerdì dalle ore 15.30 alle 20.00

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